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20130328 Pasqua alle Terrazze

Il 28 Marzo si è concluso il PROGETTO PASQUA 2013 con una festa.

Gli operatori tutti, gli ospiti e i loro familiari hanno festosamente accolto amici e colleghi

che ci hanno onorato della loro presenza.

Il Maestro Tommaso Maione ci ha donato la sua straordinaria interpretazione

 delle più belle canzoni del repertorio classico napoletano.

per le foto clicca qui

 

 

 

2013 I Vesuviani al Congresso AGE

I VESUVIANI al IX Congresso dell'Associazione Geriatri Extraospedalieri

 

 " Il Centro Geriatrico “Villa delle Terrazze” e il suo laboratorio Artistico I Vesuviani: entrare dentro per riuscire fuori. Un'esperienza inclusiva". 

Gerardo De Martino* , Nunzia Buonaiuto**, Gianluca Belfiore**

* Asl Napoli3SUD, ** Cooperativa Sociale Nuova S.A.I.R.

 

Il Centro Geriatrico “Villa delle Terrazze”, composto da una RSA e da un Centro Diurno, con rispettivamente 21 e 15 posti, rappresenta una delle prime, fra le pochissime strutture geriatriche, del territorio campano. Il Centro è pubblico ed è gestito direttamente dalla Azienda Sanitaria Locale ASL Napoli3SUD, che si avvale  delle prestazioni fornite dalla Cooperativa Sociale Nuova SAIR e dal Consorzio CONFINI.

“Curare un anziano significa garantire una valida assistenza, al massimo livello di competenze professionali disponibili, nel luogo di cura più appropriato”[1]. I principi fondamentali sui quali si fonda il modello operativo del nostro “luogo di cura” sono:  presa in carico “Patient centred”, il coinvolgimento della famiglia, il lavoro di equipe, essere struttura aperta e inclusiva, il  “Fare Casa”, approccio protesico e  capacitazione (abilità di fare) . Quindi non “prestazionificio” ma attività cliniche, di assistenza tutelare, psicosocio riabilitative, riattivative e di “rivitalizzazione geriatrica”  centrate sulla dinamica di un progetto di cura individualizzato mediante VMD del bisogno e del grado di non autosufficienza.

Il nostro anziano “fragile” è caratterizzato da una ridotta capacità di adattamento, che sappiamo essere anche la causa che determina i diversi invecchiamenti[2]. Fattori facilitanti di questa capacità sono rappresentati dal patrimonio culturale dell’individuo, dall’eredità affettiva e, soprattutto, dal sentimento di radicamento in un habitat sociale e fisico che rafforza la sua identità spaziale. “E’ solo radicando l’anziano in una rete ed in uno spazio ricco di stimoli logico-affettivi che si può sperare di mettere in moto la capacità plastica dell’anziano di ridefinire la propria situazione”[3].

 Tenendo presente questi concetti si realizzano nella struttura, ma anche con “uscite” sul territorio,  varie attività e progetti fra le quali: “Combiniamoci”, “Coltiviamo la salute”, “Merendiamo”, “Cotto e mangiato” e il  “Cineforum”...

Il Laboratorio artistico, che nasce nella Primavera del 2010, è una di queste. Lo scopo del laboratorio è quello di offrire uno spazio simbolico dove poter elaborare ed esprimere il proprio vissuto, e la propria malattia, quale traccia di uno specifico modo di essere al mondo (l'heideggeriano in-der-welt-sein), un punto di vista unico ed irripetibile, in relazione al mondo dell'altro.

I punti fondamentali da cui muove il laboratorio sono: Il fare (e il non fare) - L'esprimersi - Il sentirsi a casa.

Il nome “I Vesuviani” non indica la sola regione geografica, il luogo in cui fisicamente è situato il laboratorio, ma esso è una cifra antropologica, un modo di abitare la differenza sia fisica che sociale,  l'incapacità di comunicare e cogliere reciprocamente nell'altro le differenze che ci accomunano. È quell'essere da, e per,sempre esposti al pericolo, che esso si chiami malattia, che esso si chiami povertà, incapacità a farsi ascoltare per ciò che si è, o incapacità di saper cogliere nell'altro le differenze che ci accomunano. La sfida del laboratorio consiste non nell'evitare il pericolo bensì di raccontarlo attraverso la pittura, la musica e tutte quelle forme artistiche che sfuggono le facili classificazioni delle scienze esatte.

Fare ed esprimersi presso il laboratorio vuol dire spingere l'altro a riconoscere la persona fragile come un'esistenza storica non più declinata come stigma, bensì colta nella sua impronunciabile singolarità. Fare, in questo senso, racconta ancora la radice greca ( ποίησις, poiesis) che rimanda ad un lasciar essere, a ri-uscire con gli altri, tra gli altri, non più nonostante la malattia, ma a partire dalla malattia: essa non va più intesa esclusivamente come categoria nosologica bensì collegarla al suo più intimo significato. Malattia, allora, dice sofferenza (πάθος, pathos) che si fa parola ( λόγος, logos).

Il laboratorio è un luogo frequentato non solo da persone ammalate e dei loro familiari ma fa parte della vita del “territorio”, con l’apporto determinante di associazioni culturali e del volontariato. Questo attraverso la realizzazione di attività artistiche che sono a sostegno e integrazione dei vari momenti di “vita” della struttura (IN) aperti al territorio (OUT). Fra questi:

-             eventi in occasione delle classiche festività[4], quali momenti conclusivi dei progetti e “aperti” alla partecipazione massima del territorio (festa “open”).  

-             L’”Hortus Conclusus Felix” con l’installazione delle opere realizzate con materiali “di scarto” e istallate negli spazi verdi e comuni.  Tutto questo con la collaborazione di personalità esterne (OUT), maestri d’arte e architetti e i loro giovani allievi, che hanno partecipato, insieme ai nostri anziani fragili,  alle attività artistiche e progettuali.

-             Mostre d’arte collettive e personali di opere realizzate nel laboratorio (IN) ed esposte all’esterno (OUT) in contesti di vario tipo ma sempre “off illness”, quali centri di aggregazione giovanile, teatri d’arte, winebar  e, anche, in occasione di eventi culturali quali festival cinematografici[5], presentazione di libri, cene di beneficenza Telethon, convegni scientifici. In tali occasioni, nelle quali sono presenti i nostri “artisti”,  si sono realizzati alcuni “Reading musicali”. Le parole dei nostri anziani diventano testo teatrale “Parole inaudite”, interpretato da giovani attori, accompagnati da altrettanto giovani musicisti.

-             Realizzazione di mostre fotografiche sul tema dell’anziano fragile e riguardante la loro vita nel nostro “luogo di cura”[6].

Destinatari delle attività del laboratorio non sono solo gli anziani, ma anche i loro familiari come, ad esempio, nel  “Caffè ArtAlzheimer”, dove vengono introdotti percorsi artistici (pittura, scrittura, musica) alla già consolidata esperienza del “Caffè Alzheimer”.

Il laboratorio è all’esterno anche con un proprio sito web, alla cui consultazione è invitato chiunque volesse approfondire: www.ivesuviani.it

 



[1] Piermatteo E. De Martino G. - "Geriatria nel territorio Un metodo per i vecchi, per i medici, per il futuro…" – 2012 – Premessa culturale – I Settings assistenziali - pg 47-67 – Editore: Critical Medicine Publishing s.r.l.

[2] patologico, normale e “di successo”.

[3] Micheli G.A. Plasticità e stati d’animo, in “I luoghi della cura”,2,2004

[4]  Le festività, occasioni per realizzare progetti tesi al benessere psicofisico degli ospiti della RSA - Progetto Carnevale COMUNICAZIONE e ATTI al Congresso "Demenze, Qualità e Innovazione nell'assistenza geriatrica" - EXPOSANITA' SSR EMILIA ROMAGNA - 26 MAGGIO 2010 - BOLOGNA

[5] “Social on the sea” Barcellona 2013 e FaitoDocFestival 2012

[6] “Beyond the thin net of indifference” 2011 Marianiello Jazz Cafè Piano di Sorrento – 2001 ProLoco Massa Lubrense

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Social on the Sea (2)

I VESUVIANI PRENDONO IL LARGO!

 

 

Dopo la Collettiva, realizzata in Agosto nell'ambito del Festival Internazionale del documentario "FAITODOCFESTIVAL", intitolato alla "Follia", con una nuova mostra collettiva "I VESUVIANI" prendono il largo........

Tullio Casucci, pittore outsider del Laboratorio Artistico “I Vesuviani” del Centro Geriatrico “Villa delle Terrazze” dell'ASL NA3 SUD presenta le sue opere nell'ambito della mostra collettiva degli artisti outsider dell'Atelier che si svolge a bordo della nave di crociera che ospita il "Social on the Sea" previsto dal 5 all'8 gennaio 2013 sulla m/n Cruise Roma della compagnia Grimladi Lines.

Si tratta del primo evento cinematografico interamente realizzato su una nave. 

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